Gli alberi nuovi.  Storie di illustratori botanici dei grandi viaggi per mare

tra il XVIII e il XIX secolo.

di Antimo Palumbo

 

“Nec meta mihi quae terminus orbi”

Nulla mi frena se non i confini del mondo

Iscrizione rinvenuta su una medaglia navale del XVII Secolo

 

Documentare fedelmente e catalogare, due necessità che da sempre contraddistinguono la ricerca scientifica e in particolar modo quella botanica. Esigenza divenuta fondamentale quando dalla metà del Settecento grazie all’evoluzione tecnologica delle costruzioni  navali partono dall’Europa con grandi navi veloci e resistenti ai passaggi dei capi a sud ( a Capo Horn per esempio, dove soffiano continuamente venti a cento miglia all’ora con onde di dodici metri di altezza) diverse spedizioni e circumnavigazioni. Missioni spesso con fini specifici, come l’ osservazione del  transito di Venere davanti al sole e la ricerca della mitica  Terra Australis per il primo viaggio di James Cook, ma anche e soprattutto,  per delimitare limiti e conquistare nuovi territori in una lotta contro il tempo che vede coinvolte in particolar modo le due più grandi potenze navali del momento : quella inglese con le sue ammiraglie della Royal Navy  contraddistinte dalla sigla HMS (che sta per His/Her Majesty’s Ship) e quella francese con le sue navi dai nomi poetici : Esperance, Etoile. Una competizione sui mari alla ricerca di nuovi luoghi da colonizzare che troverà il suo epilogo il 21 Ottobre del 1805 nella Battaglia di Trafalgar con la vittoria  schiacciante,  della flotta inglese sulla quella francese (nell’occasione  alleata anche con  quella spagnola) nonostante la morte del suo eroico comandante Horatio Nelson. Durante questi viaggi centinaia e  migliaia sono le scoperte di nuove piante, alberi, animali che si susseguono all’ordine del giorno. Per questo che  oltre ai reperti collezionati dai botanici  quali : foglie, semi, frutti , intere collezioni (talvolta perse in naufragi spettacolari dopo lunghi mesi di lavoro e raccolta) che poi andranno a nutrire gli erbari europei e con i quali si confronteranno studiandoli e nominandoli i botanici di “terraferma” delle Università e degli Orti botanici e in un periodo  nel quale la fotografia non era stata ancora inventata,  avere accanto ai botanici degli  illustratori, pittori e artisti, spesso dei veri e propri  precursori dei fotoreporter dei nostri tempi, che , spesso lavorando  in condizioni atmosferiche e metereologiche impossibili o relegati nelle navi in luoghi angusti e inaccessibili, riuscissero rapidamente a fermare su carta o tela  i colori e le forme di fioriture o foglie che secche avrebbero potuto avere un’altra interpretazione fu sicuramente un  importante contributo  alla scienza botanica e alla storia degli alberi. Un connubio (illustratore/botanico) che per motivi anche economici e di spazio non avvenne sempre. Spesso era lo stesso botanico che abbozzava dei disegni alle sue collezioni. Dei sette  autori infatti che tratteremo solo tre su sette sono illustratori puri e cioè : Sydney Parkinson,  Ferdinand Bauer , Louis Choris . Gli altri invece sono stati botanici famosi per i loro viaggi e le loro scoperte e alcuni di loro hanno iniziato a trasportare su tavole i reperti delle loro collezioni una volta tornati su terraferma, spesso, come successe per Alexander von Humboldt,  spendendo ingenti fortune per realizzare tavole perfette realizzate su rame. Scopo della conferenza è quello di  stimolare curiosità, un piccolo contributo, con  fini  divulgativi e propedeutici ad un successivo approfondimento per studiare e conoscere  la storia di  sette  botanici e illustratori (alcuni morti sul campo delle loro esplorazioni) caratterizzata da vite avventurose e appassionate e da un amore smodato per la natura e per  gli alberi. Botanici che talvolta  poi trascrissero le loro esperienze in diari e trattati che fecero il giro d’Europa (come per il “Voyage autor du monde” di Louis Antoine de Bougainville del 1771) trasferendo ai lettori le  sensazioni di meraviglia e stupore nell’ incontrare nuovi alberi, dalle dimensioni,dai frutti e dai fiori spettacolari provocando la stessa voglia di viaggiare, scoprire e conoscere (come successe per Jacques de Labilladiere quando il 6 Maggio del 1792 vide per la prima volta sulla terra di Van Diemen – oggi chiamata Tasmania, grande isola a sud dell’Australia – un gruppo di Eucalyptus al quale poi diede successivamente il nome della specie, ovvero globolus). Una voglia e passione priva di altri interessi  se non quello del ricercare, scoprire  e  vedere piante ed alberi che non si erano mai visti prima (sempre Alexander von Humboldt fu colpito dal  libro del 1778 “Reise um die Welt” , Viaggio Intorno al mondo,  di George  Forster e dopo la sua lettura decise - armando una nave con i suoi fondi personali derivati da un’eredità prosperosa-  di intraprendere il viaggio che l’avrebbe portato insieme ad Aimè Bonpland  alla scoperta del Rio delle Amazzoni). Alberi nuovi dai fiori e frutti meravigliosi e straordinari, sintetizzati nelle tavole artistiche disegnate,  nelle loro caratteristiche botaniche più importanti,  che permisero così  alla nostra cultura europea la loro conoscenza più estesa e la possibilità successiva di piantarli e crescerli al di fuori del proprio habitat naturale.

 

Philibert Commerson (1727 – 1773)

Botanico e medico francese, esperto anche di ittiologia, partecipa in qualità di botanico  alla circumnavigazione del globo effettuata dal 1766 al 1769 da Louis Antoine de Bougainville con le due navi La Bodeuse e L’Etoile (viaggia su quest’ultima). Nel 1768 scopre in Brasile la Bougainvillea  un albero dalle foglie (brattee)  colorate e spettacolari  che dedicherà nel suo nome all’esploratore francese. Famosa è la storia del suo assistente Jeanne Baret imbarcatosi come uomo e poi invece scoperta nelle sue fattezze femminili dagli abitanti di Tahiti:  la prima donna quindi ad aver effettuato la circumnavigazione del mondo. Muore  a 45 anni nell’isola di Mauritius dove aveva scelto di rimanere durante il viaggio di ritorno, piuttosto che tornare in Francia, per studiare la flora dell’isola e di quella del Madagascar.

Sydney Parkinson  (1745 – 1771)

Illustratore botanico, scozzese e quacchero, partecipa ingaggiato da Sir Joseph Bank al primo viaggio di James Cook sull’ HMS Endeavour dal 1768 al 1771. Insieme a Banks e al botanico svedese Daniel Solander si occupa di riportare su tavola con dei disegni artistici (più di mille)   le nuove piante ed animali che i due naturalisti scoprivano giorno dopo giorno. Un lavoro svolto in situazioni difficili (vive  in una piccola ed angusta  cabina sulla nave) con dei ritmi produttivi molto elevati e con condizioni climatiche avverse (molti suoi disegni a Tahiti vengono rovinati dalle mosche che si mangiavano la tela). Fu questa situazione di stress che portò molto probabilmente alla sua morte prematura che avviene per la dissenteria contratta nel suo viaggio di ritorno verso Cape Town. La sua opera completa il “Florilegium” in 35 volumi è stata pubblicata solo nel 1988 dalle Edizioni  Alecto Historical  e  digitalizzata dal Natural History Museum di Londra.  

Georg Adam Forster (1754 – 1794)

Scrittore, botanico, illustratore, giornalista, partecipa insieme a suo padre, Johann Reinhold Forster, come illustratore di disegni e schizzi,  al secondo viaggio di James Cook dal 1772-1775 sulla HMS Resolution al posto del “troppo comodo” Joseph Banks. Durante il viaggio  i rapporti tra Cook e suo padre non furono facili poiché i Forster (a differenza di Cook) pretendevano avere  più tempo per poter  approfondire le esplorazioni botaniche e scientifiche che stavano svolgendo. Proprio per questi rapporti conflittuali che Cook  nel terzo viaggio che Cook fece con la HMS Resolution dal 1776-1779 ( e nel quale trovò la morte a Tahiti) decise di non imbarcare botanici e naturalisti. Studioso attento della cultura (parlava benissimo il loro linguaggio) degli abitanti della Polinesia ed attento etnologo,   pubblica nel 1778 il suo testo che diventa un bestseller in tutta Europa : “Reise um die Welt”  - Il Viaggio attorno al mondo sulla HMS Resolution, comandata  dal Capitano James Cook durante gli anni1772/1775. Partecipa attivamente alla Repubblica di Magonza subito dopo la Rivoluzione francese. Muore a trentanove anni nel suo piccolo appartamento a Parigi in  Rue des Moulins  per un attacco cardiaco avvenuto in seguito ad  una febbre reumatica.

Jacques Labillardière (1755 -1834)

Botanico e naturalista francese, partecipa nel 1791 al viaggio intrapreso dall’esploratore Bruni d'Entrecasteaux con le due navi La Recherche e L’Esperance alla ricerca dell’imbarcazione di Jean-François de La Pérouse, della cui spedizione (effettuata con le due navi l'Astrolabe e la Boussole) non si avevano avuto più notizie da quando aveva lasciato Botany Bay in Australia nel Marzo del 1788. La ricerca del viaggio non fu fruttuosa (i resti della nave furono trovati trent’anni dopo da un altro esploratore Jules Dumont d'Urville  presso l’isola Vanikoro nell’arcipelago delle Isole Salomone) però il viaggio fu lungo e toccò diverse parti inesplorate dell’Oceania, in particolare intorno all’Australia,  e portò a nuove scoperte scientifiche. il comandante  stesso morì di scorbuto nel 1793 e in seguito allo scoppio della Rivoluzione Francese, quando fecero sosta a Java,  a Labillardiere fu requisita, da parte delle autorità inglesi, tutta la sua ampia collezione botanica per la quale dovette combattere parecchio per rientrarne in possesso. Nel 1796 ritorna in Francia con la sua collezione e si occupa di pubblicare il resoconto dei suoi viaggi e delle sue avventure nei mari del mondo e della pubblicazione della . Novae Hollandiae Plantarum Specimen, la prima descrizione generale della Flora Australiana.  

Ferdinand Lucas Bauer (1760 –  1826)

Illustratore austriaco, nato a Feldsberg e  figlio di un pittore di corte del Principe di Liechtenstein. Perde il padre quando era ancora molto piccolo e per questo che insieme a due suoi fratelli Joseph Anton and Franz Andreas (anche lui poi diventato famoso illustratore) viene messo sotto la custodia di Norbert Boccius un medico  botanico e priore del monastero di Feldsberg  che diventa il suo maestro di ricerca scientifica. Nel 1780 grazie a Boccius i due fratelli vengono mandati a Vienna a lavorare  con  Nikolaus von Jacquin il famoso botanico e  Direttore del Royal Botanical Garden al Palazzo di  Schonbrunn. A metà del  1786, su raccomandazione di  Jacquin, accompagna il Professore di Oxford  John Sibthorp  come  artista in un viaggio in Grecia e in Asia Minore dal quale tornano  in Inghilterra nel Dicembre del  1787 con più di 1,500 schizzi di piante, animali, uccelli e paesaggi  alcuni dei quali appaiono su una  Flora Graeca. Nel 1801 si imbarca (su segnalazione di Joseph Banks suo affezionato estimatore)  come illustratore insieme al botanico Robert Brown sull’HMS Investigator  comandato dal capitano  Matthew Flinders , per  compiere,  dal 1801 al 1804  una circumnavigazione completa dell’Australia. Rapido e preciso è  il suo modo di lavorare che  diventerà negli anni a venire sempre più perfetto, aggiungendo ai suoi disegni anche il colore. Nel 1805 ritorna in Inghilterra con  11 casse di disegni di 1.542 piante Australiane, 180 piante dell’ Isola di  Norfolk , e più di  300 animali. Dal 1806 al 1813,  pubblica in tre parti , 50 tavole delle sue  Illustrationes , senza però avere un riscontro  commerciale, pertanto nel 1814 ritorna a  Vienna, dove acquista una piccola casa a Hietzing vicino al Giardino Botanico di Schonbrunn e dove passa il suo tempo dipingendo e facendo escursioni sulle Alpi austriache fino alla sua morte per idropsia che avviene il 17 Marzo del 1826.

 

Alexander  von Humboldt (1769 -1859)

Naturalista, esploratore e botanico Tedesco. Figlio di un ufficiale prussiano e di una baronessa appartenente ad una famiglia benestante ugonotta, incontra ancora giovane George Forster rimanendone condizionato dal suo amore per la botanica e la ricerca scientifica. Nel 1790 faranno insieme un breve viaggio in Inghilterra. Subito dopo la morte della madre  invece avvenuta nel 1796 e divenuto molto ricco con l’eredità della sua famiglia  decide di organizzare a sue spese una spedizione  di ricerca ed esplorazione nell’America Centrale. Il 5 Giugno del 1799 insieme al botanico e medico francese Aimè Bonpland  con la nave Pizarro attrezzata con una moderna strumentazione scientifica partono dalla città La Coruna per il loro viaggio, che durerà cinque anni fino al 1804 toccando città antiche ed inesplorate come Tenerife, Cumanà, Caracas  e paesi come il Venezuela, il Perù ed il Messico e censendo oltre 60.000 piante delle quali 6300 sconosciute. Per quattro mesi inoltre esplorano il Rio della Amazzoni riuscendo attraverso un viaggio avventuroso a giungere al mare. Al suo ritorno in Europa è un uomo ricco e famoso. Viaggia tra Parigi e Berlino lavorando alle sue numerose opere e alla  loro pubblicazione. Investe parte del capitale rimastogli  per realizzare tavole illustrative molto costose realizzate da maestri incisori ramai. Nel 1829 viene chiamato in Russia dalla zar Nicola per un viaggio esplorativo su possibili  giacimenti minerari da sfruttare. Si ritira a Berlino dove  lavora alla sua opera principale in cinque volumi Kosmos e dove muore all’età di novant’anni.  

Louis Choris  (1795 – 1828)

Pittore, esploratore, illustratore ed artista di origini russe/tedesche per la sua attività di trasmettere su carta e tela attraverso disegni rapidi e schizzi, spesso con la tecnica del pastello,  abbozzi di quello che andava vedendo (“dipingere la natura come la si trova” questo era il  motto che definiva la sua estetica)  durante le esplorazioni alle quali partecipava può a tutti gli effetti essere descritto  come l’antesignano degli attuali fotoreporter. Nel 1816 partecipa a bordo della nave Rurik alla spedizione organizzata dal principe Romanzoff e guidata dal capitano   Otto von Kotzebue nel Pacifico e nella costa Nord Ovest dell’America  per cercare un passaggio a nord ovest nell’Oceano Artico. Dopo il suo ritorno in Francia nel 1827 riprende a viaggiare stavolta in Sud America dove un anno dopo  viene ucciso, in Messico,  durante una rapina mentre  si stava dirigendo a Vera Cruz. Gli fu dedicato dal botanico tedesco Carl Sigismund Kunth,  studioso della flora americana e che solo ad un anno dopo la sua morte, nel 1829, si trovava in Sud America il nome di un bellissimo albero dai fiori colorati  : la Chorisia speciosa.