
Giancarlino
Benedetti Corcos
in
opera
In
catalogo commediola di Giancarlino e Laura Rosso Marmellata
di visciole
"Donne
non si regala si vende si svende si regala.
Viaggio
da Roma a Faleria verso la marmellata di visciole”
Associazione
culturale Orolontano
domenica
28 ottobre 2007, ore 11
3,
4, 10 e 11 novembre 2007 dalle ore 16 alle ore 20
tel.
0761589053 - 068105349 – 0761587867 – 3383037731
e-mail
orolontano@yahoo.it
1984,
in molti avevamo rispolverato il famoso romanzo di George Orwell per cercarne
le possibili coincidenze o profezie annunciate.
Da pochi anni uno strano piccolo elettrodomestico, denominato
personal computer, si collocava come nuovo strumento di informazione (aveva la
possibilità di farci scrivere interi e svariati libri semplicemente
registrandoli su un floppy disk che potevamo poi infilare in tasca).
Umberto Eco dalle pagine delL’Espresso stramalediva
la traduzione del manuale del più diffuso software di videoscrittura, wordstar,
perché incomprensibile nella sua architettura comunicativa.
In quell’anno coincidevano vari fenomeni: un uso di
tecnologie legate ai PC che accendevano scenari di esaltato
entusiasmo sulle possibili connessioni tra scienza comunicazione ed arte
ed altrettanti scenari apocalittici che vedevano erroneamente in Orwell un
precursore di controlli totali, capaci di appiattire e controllare qualsiasi
volontà umana, soprattutto nella sfera creativa.
Avevamo sempre considerato la piccola
galleria di Via Garibaldi, 5 X 5,
come una zattera di traghettamento delle varie espressioni artistiche, in quanto
proponevamo in un momento di grande fermento possibili artisti di computer art
ed altri già con consolidate tecniche pittoriche.
La zattera, come si sa, ha un fittizio comandante, è
trascinata dalle onde e si regola su quell’intuito che sempre porta a tentare
di individuare l’approdo.
Giancarlino Benedetti ci portò varie volte nel suo studio di
Via Dandalo, un seminterrato ereditato dai suoi nonni, stracolmo di tele da lui
dipinte, accatastate e affastellate a taglio di coltello. Tutte le volte che
mostrava le sue opere era costretto a sfilarle dagli scaffali per poi doverle
ricollocare per economia di spazio.
Quello che colpiva in lui non era soltanto la sua mole di
lavoro che aveva accumulato e che continuava a produrre, ma la sua vitalità
frenetica capace di dilatare le pareti del suo spazio personale per trasmettere
questa alchemica vitalità in spazi senza confini e fruibile da tutti.
Dopo una serie di incontri decidemmo di organizzare la sua
prima personale alla 5 X 5.
Giancarlino si presentò al mattino con la sua Fiat 500
stracarica fino all’inverosimile di tele e di rotoli di disegni che scaricammo
nel piccolo spazio della galleria.
Dopo alcune ore capii che non si sarebbe mai potuto allestire
una mostra secondo i canoni tradizionali, vennero appese alcune opere alle
pareti, il resto fu lasciato accatastato a terra come era nel suo studio, decine
e decine di disegni e bozzetti furono appoggiati su un tavolo.
Quell’ambiente era diventato lo studio di Giancarlino
Benedetti.
Achille Bonito Oliva per quella occasione scrisse un breve
testo sul lavoro di Giancarlino; questo ci confortava dall’ipotetico caos che
ci aveva creato questa non prevista performance.
“Spesso lo spazio
viene scandito secondo sequenze che cercano una sorta di inquadratura dentro cui
l’immagine irradia la sua energia vitale, l’essere il frutto di
un’emozione diretta, la conseguente emanazione di un sentimento di
scorrevolezza e di un attraversamento di ogni codice figurativo” A.B.O.1984
La mostra fu un successo; il giorno stesso
dell’inaugurazione il piccolo spazio della 5
X 5 fu invaso da decine e decine di amici,collezionisti e curiosi che
crearono la stessa atmosfera di un
mercato, dove l’occasione di acquistare non poteva essere persa.
Gli amici, i critici e quanti altri sono a lui affezionati,
in questi 23 anni notevolmente
aumentati, troveranno anche in questa occasione una conferma della continuità
ciclonica di Giancarlino.
“Una sorta di energia
wagneriana attraversa lo spazio fondato di un’arte che declina una sensibilità
tipicamente mediterranea anzi specificamente romana, che trasforma con allegria
la cultura della Finis Austriae in iconografia di una possibile Finis Romae. Qui
abita non Sigfrido ma Petrolini” A.B.O.1995
In “Donne non si regala si vende si svende si regala.
Viaggio da Roma a Faleria verso la marmellata di visciole” si coniugano
tutti gli elementi sviluppati in
questi anni da Giancarlino, una sua pittura fatta di tracce, di colori e “sostanze
cromatiche che hanno la forza tesa di un’emozione pura” (A.B.O.1995);
unisce in questa occasione
anche la sua invadenza teatrale e raccoglie in una unica forza
tutti gli elementi antropologici e storici del luogo dove colloca le sue opere
per dilatarne il significato e i confini.

Oggi al mercato ci propone una buona marmellata di visciole:
non è forse il nuovo regalo del suo
operare?
28 ottobre 2007
Rinaldo Funari
