Il
controllo del movimento, fotografare gli alberi : l’esempio americano
di Antimo Palumbo
Difficile per almeno due motivi : 1.
La mia poca conoscenza , per non dire ignoranza, sull’argomento. Una
mancanza legata al fatto che gli alberi preferisco vederli e toccarli dal vivo
e ingenuamente ancora c’era dentro di me il vago pensiero che quegli
Indigeni d’Africa, che la leggenda vuole che credano
che quando si fotografi un albero (o un soggetto animato) gli si tolga
l’anima, in fondo avessero
ragione. Mentre invece mi sono ricreduto quando passando in rassegna le foto
dei grandi maestri son rimasto colpito dalla loro
bellezza e dalle emozioni che riescono a comunicare in chi le guarda.
Delle emozioni che possano essere da
stimolo per andare verso gli alberi, che la maggior parte delle persone non
guardano e non conoscono, alla riscoperta dei loro valori
estetici, storici e mitologici ,spirituali. 2. Nella storia della
fotografia, una storia abbastanza recente che risale al brevetto di Daguerre
del 1839 ma che vede i suoi sviluppi come fenomeno di massa (promosso
dalla nascente industria fotografica) verso la fine del XIX Secolo, il tema
dell’albero viene trattato ripetutamente e attraverso diverse tecniche e
angolazioni da tutti i maggiori fotografi. Rintracciare e sintetizzare ,
quindi, una storia delle foto che
per soggetto hanno gli alberi è argomento troppo vasto per lo spazio a
disposizione in questo contesto.
E’uno spunto, però, per una
possibile futura pubblicazione.
Fotografare gli alberi
Andiamo ora insieme a vedere,
un breve elenco ( facendo di sintesi virtù: una raccolta di consigli,
che stimoli la curiosità per andare a conoscerne le loro foto e per poi
approfondirne la loro storia)
di alcuni grandi maestri della fotografia
americana che nella loro
produzione artistica hanno trattato il tema degli alberi.
L’esempio americano
Edward Weston (1886-1958)
Dopo l’esperienza artistica chiamata
pittorialistica scopre la possibilità estetica della Straight Photography .
Così la descrive : “bisognerebbe usare la macchina fotografica
per registrare la vita, per scoprirne la sostanza e la sua quintessenza
piuttosto che fotografare acciaio luccicante o carne palpitante”. Nel
1923 inizia una relazione artistica sentimentale con Tina Modotti. Tra i
fondatori del Group f: 64, inizia a fotografare gli alberi a Point Lobos
in California dove , colpito dal morbo di Parkinson nel 1948
scatterà anche le sue ultime foto. I suoi alberi, rigorosamente in
b/n, sono fisicamente presenti, dai tronchi contorti e pulsanti e percorsi da
linee espressive e danzanti.
La foto : Juniper, Lake Tenaya-1937.
Ansel Adams (1902-1984)
Tra i fondatori del Group f: 64 che
propone “una fotografia “nitida” al limite della possibilità di
lettura dell’obiettivo, diaframma, quindi nel valore estremo, f : 64, nelle
ottiche degli apparecchi di grande formato, usati da questi fotografi”. Lavora
con foto in b/n inventa il Sistema zonale, un sistema che aumenta il contrasto
tra i grigi e la profondità di campo. Tra i primi fotografi a riprendere
artisticamente la Sequoia e frequentatore assiduo delle montagne della Sierra
Nevada e del Yosemite National Park. I suoi alberi brillano per luminosità e
contrasto. Immersi in spazi aperti
e profondi sembrano percorsi da un
senso magico di rispettoso silenzio.
La
foto : Oak Tree, Snowstorm, Yosemite National Park - 1948.
Wynn Bullock ( 1902-1975)
Grande maestro nella tecnologia di
stampa. Visse a Monterey in California. “ fotografavo solamente ciò che
vedevo in superficie e poi cominciavo ad avere un sentimento per ciò che
esisteva in profondità”. Interessato al contrasto dei soggetti
fotografati divenne famoso per i suoi nudi immersi nella natura e tra gli
alberi. Alberi sparsi, spezzati o stilizzati come quelli della sua foto più
conosciuta (che sembra più un disegno )con un sole nero in rilievo.
La foto : Photogram-1970
David Alan Harvey
Nato nel 1944 vive a Washington.
Fotoreporter, maestro della luce e del colore, dal 1974 collabora con la
rivista National Geographic e dal 1993 entra a far parte dell’agenzia Magnum.
I suoi alberi spesso toccati da una luce improvvisa o da quella diafana
dell’ambiente che li circonda sono emozionali ed emozionanti.
La
foto : Sun shines through the
branches of a tree in a misty field.
Bruce Davidson
Nato
nel 1933, vive a New York. Nel 1958 entra a far parte del dell’agenzia
Magnum. Maestro insuperabile della fotografia in b/n. Dal 1991 al 1995
realizza un lavoro sul Central Park di New York. Nel 2007 dedica invece una
mostra alla Natura di Parigi. “ in quel momento io sento che io sono
nella Natura e la Natura è con me…la vita delle piante che ho
incontrato nei parchi e nei giardini da una dimensione significato alla città
della luce, la città dell’amore” . I suoi alberi si stagliano
in primo piano, occupando tutto il contorno della foto, talvolta sembrano in
rilievo e talvolta sembrano cristallizzati provocando in chi li guarda un
abbondante intensità emozionale.
La foto : La Nature de Paris (mostra)
– Eiffel Tower 2006
Stuart Franklin
Nato nel 1956 ad Oxford. Fotoreporter che vive in giro per il
mondo. Nel 1985 entra a far parte dell’agenzia Magnum. Nel
1989 gira tutto il mondo la sua foto dello studente cinese che affronta
i carri armati in Piazza Tien an men a Pechino. Nel 1999 esce il in Italia il
suo libro “Il tempo degli alberi” edizioni Leonardo Arte . Amante e
approfondito conoscitore degli alberi, che fotografa in b/n all’interno dei
suoi lavori di reportage. Famoso quello su Julia Butterfly Hill del 1998
arrampicata sulla sequoia Luna.
La foto : Il Tempo degli alberi (libro
e reportage) - 1999
Cole Thompson
Nato nel 1954 nel Rochester NY, dedica
moltissimo spazio della sua produzione, tutta rigorosamente in b/n a
fotografare alberi. Alberi belli e parlanti , mossi da insospettate simmetrie
che vivono in spazi aperti e cristallizzati, fermi o mossi dal vento.
La foto : Three trees, Sonoma CA -
2005
James Balog
Nato nel 1952. Avventuroso fotografo
naturalista. Collaboratore del National Geographic. Nei suoi alberi a colori,
la luce, la composizione dei soggetti, le nuove tecnologie digitali in grande
formato tendono a portare le foto verso la perfezione. Nel 2004 esce il suo
lavoro “Tree: a new vision of the American forest” pubblicato poi in un
volume da Barnes & Noble.
La foto : Stagg, Sequoia - 2004.
Bibliografia
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dagli archivi Magnum le immagini degli States, Milano, Leonardo Arte
AA.VV 2006 - MNAF,
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BALOG,
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