Per l'XI Settimana della cultura, domenica 26 aprile 2009, il Comune di Faleria, in collaborazione con l'Associazione culturale Il Pulsante Leggero, ha invitato tutti gli appassionati di cultura a visitare Faleria per un evento dal titolo

“Un giorno a Faleria, cittadina della Tuscia meridionale”

        

In piazza della Collegiata entrando nella chiesa di San Giuliano.

 

Dentro la chiesa di San Giuliano con la guida Francesco Cervoni.

 

   In piazza della Collegiata, andando verso la chiesa di Sant'Agostino.

 

 

La chiesa di Sant'Agostino.

 

 

Nella Sala consiliare della Misericordia, 

la mostra di fotografia digitale "La foto rupestre"

 

Il Ministero dei Beni Culturali da oltre trenta anni dedica ogni anno una settimana alla promozione del patrimonio culturale, con l’organizzazione di eventi e l’apertura gratuita di tutti i luoghi statali.

La manifestazione che quest’anno si è svolta dal 18 al 26 aprile 2009, è alla sua  XI edizione con il nuovo ciclo denominato “Settimana della Cultura”.

Scopo fondamentale  dell’iniziativa è quello di  favorire la conoscenza della cultura e di trasmettere l’amore per l’arte ad una sempre più ampia platea di cittadini che per sette giorni  potranno scegliere tra mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche e aperture straordinarie in tutte le regioni d’Italia.

La Settimana della Cultura registra, anno dopo anno, un successo crescente di eventi e di partecipazione di pubblico. A testimonianza del gradimento della manifestazione e della forte voglia di cultura che esiste nel Paese, ed è anche una risposta all’aspettativa di apertura dei luoghi dell’arte e dello spettacolo per tutte le persone e tutte le famiglie.

Con lo slogan scelto quest’anno “La cultura è di tutti: partecipa anche tu”, si voleva mettere l’accento su due concetti fondamentali: il valore inestimabile del patrimonio culturale e la sua natura di risorsa preziosa e ineguagliabile a disposizione, ogni giorno, di ciascun cittadino e tradizionalmente offerta gratuitamente per la Settimana della cultura.

Descrizione dell'evento

26/4/2009 

visita guidata con cenni storico culturali al borgo medievale di Faleria, al Castello degli Anguillara, alla Chiesa di S. Giuliano, alla Chiesa di S. Agostino ed alla Chiesa della Pietrafitta, recentemente restaurata.

Situata presso il confine sud-est della provincia di Viterbo, a 5 km dalla s.s. Flaminia e a 15 dalla s.s. Cassia. Faleria si colloca in un territorio abbastanza conosciuto per la ricchezza e le testimonianze storiche. Facilmente raggiungibile da Roma, da cui dista circa 40 km, il paese è poco distante dal Parco della Valle del Treia. Il suo borgo sorge, infatti, su un colle di tufo di forma triangolare scavato dalla confluenza del torrente Treia stesso e del torrente Mola, a 200 metri sul livello del mare.

Il borgo antico si arrocca sull’estremità triangolare del promontorio tufaceo delimitato, ai lati, da due valli profonde e difeso, lungo la fronte posteriore del Palazzo Anguillara, da una cinta muraria con un'unica porta d'accesso oggi ancora conservata. L’insediamento si articolava su una via centrale, Via Falisca, cui si legavano le viuzze minori.

         

 

 

       

Il Castello degli Anguillara    

è un gioiello di fortificazione edilizia medievale, fatto costruire alla fine del Duecento dalla famiglia Anguillara e ampliato nel corso dei secoli.

L’ingresso principale è adiacente alla Chiesa di S. Giuliano, in piazza della Collegiata, e ci si accede per due larghe cordonate, alle cui basi emergono grossi monconi di antiche colonne di granito egiziano. Attraversando il portone principale si entra in un ampio cortile interno, in parte porticato, cui al centro si trovava, prima di essere trafugato, un artistico pozzo di travertino. Di tale pozzo, recentemente, si è ritrovata la base ottagonale.

La facciata del Castello prospiciente piazza degli Anguillara (gia piazza dei Pozzi) presenta una grande loggia coperta, fatta costruire al tempo della Contessa Maddalena Strozzi. In un armonioso equilibrio di volumi si innalza sopra l’alta torre sovrastante tutto il Palazzo.

A nord est è situata, internamente, la scala a chiocciola, interna ad un’atra torre, che dai piani inferiori porta fin su le soffitte; spiragli in peperino, con arco tondo verso l’alto,illuminano il suo interno

La Chiesa di S. Giuliano  

ha pianta basilicale a tre navate; la centrale, più ampia, termina nell'abside con coro in legno, restaurato nel 1991, che circonda l'altare principale.

Vari indizi fanno pensare che non avesse sempre avuto il nome attuale. Si chiamava Chiesa della Collegiata, come la piazza adiacente  e i primi originari protettori furono i S.S. Apostoli Pietro e Paolo, dei quali la Chiesa conservava memoria con un altare eretto a loro nome.

Con la ristrutturazione del XIV secolo, venne costruita la conca absidale sull’area della sacrestia, rialzato il pavimento dell'altare maggiore e creata una cripta nel sotterraneo dello stesso.

Nel XV secolo furono erette le prime cappelle laterali: quella del Santissimo Salvatore, sull’altare del quale era posta una preziosa tavola dello stesso periodo, (ora conservata e non di fruibile accesso),  e quella dedicata a S. Giuliano proclamato nuovo protettore di Stabia foto

Una particolare mensione merita la Cappella di S. Givanni Battista, costruita da maestri marmorai di alta tecnica, per le sue delicate sagome architettoniche, sorrette da colonne e capitelli tutte in marmo pregiato.Della famiglia Anguillara, porta ancora oggi gli stemmi araldici ai fianchi dell’altare e al centro dell’ affresco Quest’ultimo, recentemente restaurato, è sicuramente anteriore alla cappella ;rappresenta S. Giovanni Battista insieme alla figura del Cristo al centro, mentre in alto viene raffigurata la Risurrezione.

Il campanile romanico fu costruito probabilmente nel 1504. Ha, nella parte inferiore, due ordini di bifore chiuse, in quella superiore tre ordini di bifore con colonnina, marcapiani in cotto e dentellature ornamentali. Le campane, la più grande risale al 1343 e la più piccola al 1504, sono tuttora funzionanti

Nel 1610 per opera della compagnia del S.S. Sacramento fu rinnovato l’altare maggiore dedicato a S. Giuliano con una tela raffigurante il Santo ai piedi della Vergine con il Bambino, adornata tutta intorno da una cornice a stucchi con figure angeliche. Questo altare è quello che fino ad oggi i Faleriani hanno ammirato,perché un intervento del 2006, volto ad restaurare la tela seicentesca, ha portato alla luce un importante affresco ad essa sottostante.

Da sondaggi effettuati a campione sulla superficie dell’abside si può facilmente capire che tutta l’area absidale è affrescata.

La parte dell’affresco portata alla luce è quella circondata dalla cornice, ed è sicuramente la più interessante.

In primo piano c’è l’immagine di S. Giuliano, facilmente distinguibile per la presenza dei suoi simboli: il cane alla sua destra, il falco posato sull’avambraccio sinistro e la spada. In secondo piano c’e Faleria, come si poteva ammirare intorno al XV secolo (data ipotizzata dell’affresco); si distinguono chiaramente lo sperone tufaceo con sopra il borgo medioevale, la Chiesa di S. Giuliano ed il Castello degli Anguillara con ancora le sue torri merlate. Proprio tali merlature sono indizi sulla presunta datazione dell’ affresco.

Dietro al borgo, tra boschi e campagne, è rappresentato un altro castello, che, indizi come il muro di cinta e l’alta torre posta poco prima il complesso, ci fanno presumere essere Castel Paterno.

Se si focalizza sull’immagine di S. Giuliano, osservando bene le mani e la testa, si percepisce che chi le ha dipinte è sicuramente una persona diversa da chi ha lavorato su tutto il resto dell’ affresco. Il lavoro dell’abbellimento dell’abside potrebbe essere stato commissionato ad una mastro pittore, che è intervenuto su alcune parti, lasciando tutto il resto ai suoi allievi.

 

Chiesa di S. Agostino.

Costruita nel XIV secolo, fungeva da Cappella Gentilizia del Palazzo Anguillara e sul lato ovest era collegata con esso da un ponte sospeso, per mezzo del quale i Conti potevano accedervi direttamente. Visibile fino ai primi del 1900, del ponte non rimane altro che marcate tracce di attacco ai muri.

La facciata presenta due nicchie laterali ornamentali con due finestroni centrali ed ampi costoloni laterali che danno alla Chiesa, costruita tutta in pregiati laterizi di colore rosso-marrone, un aspetto armonioso e piacevole.

L'interno, a navata unica, ha un unico altare centrale era sormontato da una tela raffigurante S. Agostino e S. Monica, ora dispersa. Sul lato sinistro è rimasto un grande affresco raffigurante una serie di Santi tra i quali si riconosce la presenza del S. Patrono Giuliano
Chiesa della Madonna di Prietrafitta

Fuori delle mura castellane, in cima ad una collina venne eretta nel XVI secolo la piccola Chiesa della Madonna di Prietrafitta.

Essa ha forma trilobata nella parte inferiore e ottagonale in quella superiore, più piccola. Di notevole rilevanza sono gli affreschi rinvenuti all’interno, e l’altare venuto fuori dopo il restauro del 2007 .


Sala della Misericordia

Gli appartenenti alla venerabile Compagnia della Misericordia di Stabia, eressero a loro spese, nel medioevo, la Chiesa di S. Giovanni Decollato (oggi Sala della Misericordia), situata in Piazza degli Anguillara (già Piazza dei Pozzi e Piazza Nuova) vicino alla ex Porta Urbana di Rio. Il recente restauro ha riportato alla luce due splendidi affreschi; quello di S. Giovanni Decollato, in particolare, e uno sul lato destro raffigurante la crocifissione. Grazie proprio a quell’ intervento è stato possibile ridare luce ad una delle più belle sale di Faleria, che oggi è sede del Consiglio Comunale e adibita ad una serie di attività culturali.  

 

        

26/4/2009

Sala della Misericordia: mostra e documentario dal titolo “La foto rupestre”

mostra di fotografie dei partecipanti all’avventura fotografica svoltasi a Faleria il 5 e il 12 ottobre 2008, con pannelli esplicativi sull'evento, sui paesi facenti parte del bacino del Treja e con pannelli di fotografie. Un percorso che accompagna i visitatori nei piu’ interessanti  luoghi archeologici di Faleria, ulteriore sottolineatura di stretta connessione tra ambiente naturalistico e archeologico.  

26/4/2009  Archivio internazionale del “libro d’artista”       

visita guidata a cura di Alfonso Filieri all’Archivio internazionale del “libro d’artista”.

Anni di lavoro e ricerca nel settore del libro d’artista hanno portato alla necessità di ordinare e catalogare il materiale prezioso del progetto "l'arte di fare il libro" che al momento consiste nella raccolta di più di 220 libri realizzati dai massimi poeti italiani e artisti contemporanei e un numero considerevole di libri realizzati dai ragazzi di scuole elementari, medie, superiori, accademie e università. All'interno dell'archivio sarà possibile, al momento, consultare più di 800 lavori originali realizzati con le più svariate varie tecniche artistiche.

 

 

fotografie b/n da SITWeb - Regione Lazio, di Domenico Paglia e  del Pulsante Leggero